Il sindaco Emili non arrossisce mai...
Fino all'ultimo senza un minimo di vergogna questa giunta comunale che merita, ormai, solo un forte tsunami che se la porti via. Certo, qualcuno va pure salvato (uno, massimo due), ma il resto è senza vergogna, a cominciare dal sindaco Giuseppe Emili. Sì, quello che ha nominato Latini al vertice dell'Asm (ma gli avrà contemporaneamente chiesto i conteggi esatti del ReateFestival?). Sì, Emili, quello che nega di voler fare una holding e poi è presente alla deliberazione di uno studio di fattibilità della stessa holding.
Di oggi l'ennesima cosa della quale dovrebbe vergognarsi perché è la prova della scarsa considerazione nella quale il sindaco (per fortuna ormai ex, e mai rimpianto) tiene la popolazione reatina.
Bene, questa mattina squadre di operai erano all'opera per ripulire i giardinetti di viale Canali, per potare le siepi, per ripulire di tutto punto alcune strade. Perché? Perché domani, I Maggio, lì devono passare i tre capi deiu sindacati ex Triplice (Bonanni, Camusso e Angeletti) e quindi non si può far trovare la città sporca e maltenuta.
Il sindaco (ormai ex) è senza rossore. Per due motivi la sua faccia dovrebbe invece tingersi di rosso. Primo motivo: se c'è bisogno di tutti quegli operai per ripulire, allora vuol dire che fino a oggi quei giardini, quel vialetto, quei tratti di strada sono stati tenuti in maniera davvero indegna e indecorosa. Secondo motivo: la città viene pulita a fondo (e solo una zona) solamente perché arrivano Camusso, Angeletti e Bonanni. Tutti gli altri giorni i "servi" reatini, i "sudditi" reatini hanno meritato la sporcizia e il decadimento del decoro urbano. Nonostante paghino le tasse in questa città che è la loro, non di Camusso e compagnia.
Il sindaco, ormai ex, andrà per forza a casa e verrà presto dimenticato (o ricordato solo per essere stato l'unico sindaco in Italia a tenersi fino in fondo stretto al seno un assessore che da un anno dice che voterà contro la maggioranza alla quale appartiene); c'è solo da sperare che Perelli venga bocciato, visto che non fa altro che ripetere: "Io sono l'erede di Emili, la continuità...". Bell'eredità. Come diceva Totò? "Ma mi faccia il piacere!".
Erminio Ottone
(ex erlettore del Pdl)