Rieti, una città senz'anima?
In fondo Rieti è una gran bella città. Non è colpa sua se partecipa dei vizi e delle virtù di uno dei Paesi più corrotti d’Europa. Un vizietto, la corruzione, che quando arriva a diventare sistema promuove le candidature delle personalità politicamente capaci di maneggiare il consenso, manipolando i portafogli, e non di quelle politicamente capaci e basta. Perché credo che qui stia il principio dei mali, caro Velino.
Arrivando a Rieti, qualche tempo fa, mi sono trovato a pensare di trovarmi nell’eden, ma poi, iniziando a respirare a pieni polmoni, qualche magagna più evidente subito si è imposta all’attenzione: ma come, per andare a Roma l’unico mezzo è su gomma, o parte su gomma e parte su ferro: insomma un calvario per soli 70 km, prescindendo dalle condizioni di viaggio!? Tot capita tot sententiae? Ovvero, in più di mezzo secolo i politici reatini non sono stati capaci di accordarsi sulla soluzione migliore per il trasporto pubblico locale
e con esso per lo sviluppo più generale del territorio?
Forse che invece le fantastiche specificità della provincia reatina, quelle per cui si sono battuti gli altrettanto fantastici politici reatini suoi difensori, la legano come naturale appendice all’Umbria e all’Abruzzo? Questo mi farebbe pensare sennò la mitologica ferrovia reatina…Ma, probabilmente, si vuole semplicemente difendere la tranquillità di un territorio che, grazie anche alla immaginifica progettualità urbanistica (Campoloniano e la situazione del centro vecch…ehm
storico docent) messa in campo da menti eccelse , può trasformarsi in un meraviglioso ospizio, come suggerito giustamente da una recente riconversione imprenditoriale. Ma tant’è.
Intanto non resta che goderci le evoluzioni di personaggi fantasmagorici che si apprestano ad organizzarsi per la prossima riunione elettorale di condominio, quelli che predicavano risparmi e ora lasciano tutto com’era (alla faccia del gattopardo che doveva almeno sforzarsi di mostrare un cambiamento di facciata) e quelli che cambiano 'valori' alla ricerca dei 'diritti' e della 'libertà' di allearsi coi vincitori. E lasciamo pure il vero potere di gestire la cassa alla ruota e al leone.
Forse un giorno qualcuno potrà dare la sua solidarietà e dire: IO SONO UN REATINO - oggi però bisogna prepararsi alla resa dei conti.
Ciro Sica