Antrodoco Pro Abruzzo: come far fallire un referendum
Antrodoco vuole tornare in Abruzzo. Saggia decisione, dopo il decreto del Governo che di fatto scioglie la Provincia di Rieti facendola confluire in quella mostruosa aggregazione che costituirà la Provincia di Viterbo-Rieti.
Antrodoco vuole tornare in Abruzzo. Nella Regione Abruzzo. Nella Provincia dell'Aquila. E nasce un comitato per il referendum secessionista (legittimo e giustificato, occorre ammetterli).
Il guaio è che questo comitato per riportare Antrodoco nella Regione Abruzzo e nella Provincia dell'Aquila (ripeto: Regione, Provincia), con chi va a prendere contatti? Con la Regione? Macché! Con la Provincia? Ma scherziamo? E allora con chi? Con... il Comune dell'Aquila e con il suo sindaco Cialente che in pratica nulla hanno a che fare con un passaggio di Antrodoco all'Abruzzo.
"Uniti si cambia", dice Giampietro Mattei, presidente del Comitato. Ma la prima divisione è proprio lui a farla chiedendo sostegno al sindaco Cialente ed escludendo dal novero dei suoi interlocutori i principali referenti che sono il presidente della Provincia dell'Aquila e il presidente della Regione Abruzzo.
Guarda un po' il caso, Cialente è un esponente di sinistra, i presidenti della Provincia e della Regione sono di centrodestra... Con la sua scelta, quindi, Mattei ha dato (io spero involontariamente, ma qualcuno dice che l'ha fatto apposta) una connotazione politica ben precisa alla sua iniziativa che dovrebbe essere super partes, riunire in un solo blocco tutti gli antrodocani così da riuscire più facilmente a convincere gli elettori e gli Enti ai quali aggregarsi.
Auguriamoci che presto Mattei e i suoi amici incontrino anche Giovanni Chiodi e Antonio Del Corvo, presidenti della Regione Abruzzo e della Provincia aquilana: solo così si potrà vincere un referendum senza destare su di esso dubbi di speculazione politica che dividerebbero gli elettori. Se Mattei farà così, tutti i miei parenti antrodocani lo seguiranno.
Emma Cheroni Scotti