Emili ha avuto il benservito
"Sono il sindaco che è rimasto in carica più a lungo di tutti!". Così si vantava pochi giorni fa Giuseppe Emili con la sua solita prosopopea del cavolo. Una volta il Duce diceva "Meglio un giorno da leone che cento da pecora", ma l'insegnamento di Benito non ha trovato in Peppino un bravo allievo.
E oquesta mattina ne abbiamo visto la conseguenza. Vedete la foto? E' stata scattata poco fa: Emili scende velocemente quella scaletta che poco prima avevaq orgogliosamente e con pomposità salito per mettersi sul palco a fianco di Angeletti, Bonanni e Camusso e rendere omaggio al popolo dei lavoratori.
Poveretto! E' stato subissato da una marea di fischi da parte degli operai, non ha potuto dire nemmeno mezza parola e, tutto incazzato, è stato costretto a darsi alla "fuga" tra i flash dei fotografi e nonostante l'ABC del sindacato invocasse la calma.
Una uscita di scena, quella di Emili, che è l'emblema del suo governo, del modo di fare suo e di altri assessori "capiscetti" e lontani chilometri dai sentimenti e dalle esigenze della stessa base che li aveva votati.
Che cosa ci farà adesso Emili dei suoi dieci anni di sindacato? Un beneamato c..., direbbe il marchese del Grillo. Che segno positivo lascia in questa città che lo ha votato due volte sperando di non essere tradita da lui? Nulla. Solo il vuoto. Il vuoto politico e il vuoto umano. La solitudine di questa mattina fa calare il sipario definitivo sulla sua storia politica e fa voltare pagina alla nostra città. Io non ne sono particolarmente contento ma devo riconoscere che Emili se l'è meritato. Su queste pagine lo abbiamo invitato tante volte, troppe volte, a cambiare, a raddrizzare la schiena. Invano. Oggi i fischi di una intera piazza (mica erano tutti comunisti, vero?) che mettono la parola fine al suo governo. Una fine indecorosa.
Come direbbe Emilio Fede? Che figura di m...!
Oscar Rafone