Caro Emili ti scrivo. Con rabbia
Caro sindaco Emili,
visto l'argomento il blogger mi perdonerà se mi rivolgo direttamente a lei e non ai lettori di questo blog che, per fortuna, sono sempre più numerosi e apprezzano il nostro lavoro.
Non so se anche lei ci legge o se invece ci cestina ogni volta che le inviamo la mail per comunicarle l'uscita di un nuovo post. Forse avviene proprio così; finiamo nella spazzatura nonostante tentiamo di farle conoscere le piccole-grandi cose che non vanno, che vorremmo fossero corrette, che non dico lei ma i suoi collaboratori dovrebbero fare.
Fra queste cose ce n'era una che noi di "velinomormora", con Assunta e Kebon, abbiamo segnalato per ben due volte, il 30 ottobre e il 3 novembre. Ma lei ci cestinma a quanto pare perché altrimenti - osiamo sperare - ci avrebbe ascoltato.
Le racconto quanro è accaduto mercoledì 10 novembre alle 13 e 15, a me e amio figlio lungo via Varrone. Pioveva che veramente Dio la mandava e le cecole tappate l'hanno fatta da padrone contro noi pedoni insieme con gli avvallamenti causati in lunghi tratti (tanti lunghi tratti) dall'eccessivo traffico automobilistico. Come lei sa, la pavimentazione non fu concepita per un traffico continuo ma solo leggero e sporadico (diciamo... da isola pedonale, così tanto odiata dal suo assessore Fabbro e non solo da lui).
Con l'acqua che non poteva defluire per le cecole tappate da foglie e polvere, all'altezza degli avvallamenti si erano formati veri e propri laghi profondi alcuni centimetri; le auto - che il suo assessore Fabbro fa vergognosamente transitare di giorno in centro - sollevavano passando schizzi alti fino a 70-80 centimentri. E siccome rallentare è un optional, una di esse ha ricoperto letteralmente di acqua sporca mio figlio e in parte anche me. Mio figlio è un ometto vero (non lo dico io ma i suoi prof), ciò nonostante, inzuppato fino alle midolla, è scoppiato in pianto; io ho soffocato la mia rabbia. Certo, se avessi potuto, avrei buttato in Velino quell'autista insieme con Fabbro.
Se le cecole - come questo blog aveva avvertito - fossero state stappate questo non sarebbe avvenuto. Ripeto: noi lo avevamo detto ma dal Comune (da lei e dai suoi collaboratori) e dall'Asm non è uscita una parola, non è stata data nessuna disposizione.
Io ho votato per lei tutte e due le volte che lei è stato candidato, e i miei vicini e chi mi conosce sanno quante case ho visitato perché lei fosse il mio e il nostro sindaco. Non la voterò più (e tu caro blog non censurarmi questa dichiarazione politica, ti prego!). Lei ha abbandonato noi cittadini, io cittadino abbandono lei. Almeno così sarà pari e patta.
O quasi. Per essere davvero pari e patta devo solo aspettare di poter restituire il bagno d'acqua sporca e fredda a lei o a Fabbro. Il primo che mi capita.
Alla prossima tempesta.
Umberto Race