Don Ferruccio, la parrocchia e il posto fisso

Pubblicato il da velinomormora.over-blog.it

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Avevamo già scritto un pezzo su questa vicenda ma la notizia di una manifestazione pubblica a favore di don Ferruccio Bellegante organizzata dai suoi parrocchiani, ci ha fatto rinviare di una giornata la pubblicazione di questopost .

Di che si tratta lo sapete quasi tutti. Il vescovo di Rieti ha deciso (come gli è permesso dal Ditritto canonico) di trasferire ad altra sede il parroco che sta a Piani di Poggio Fidoni da 18 anni. I fedeli (più a lui che alla Chiesa) hanno deciso che egli debba rimanere e per questo hanno organizzato veglie di preghiere, riunioni e - sabato 22 - anche una marcia di protesta da piazza Bachelet alla cattedrale.

Su questo "Frontiera" ha pubblicato già un bell'articolo di Massimo Casciani che invitiamo tutti a leggere (http://www.frontierarieti.com/wordpress/?p=13291). Noi, da laici che più laici non si può, vogliamo aggiungere solo alcune riflessioni.

La prima. Si ha l'impressione che don Ferruccio intenda il servizio in una parrocchia come se egli fosse un impiegato dello Stato: il posto fisso. Non ci risulta abbia vinto un concorso per andare a Piani di Poggio Fidoni ma che la sua immissione in quella parrocchia sia stata, a suo tempo, frutto di altri trasferimenti e spostamenti. Che egli pensi al posto fisso, come un impiegato statale, lo dimostra il fatto che le riunioni dei parrocchiani per respingere la decisione del vescovo si sono tenute nella sala parrocchiale che proprio lui ha messo a disposizione.

La seconda riflessione. I parrocchiani, che sul posto fisso la pensano come il loro beniamino, affermano: a Rieti ci sono parroci che da molti anni più di don Ferruccio stanno in una stessa parrocchia, perciò prima di muovere il nostro prete vanno trasferiti gli altri. A parte il fatto che se essi pretendono che il vescovo trasferisca prima gli altri, vuol dire che devono anche riconoscergli il diritto a trasferire (ergo: mons. Lucarelli può trasferire pure don Ferruccio), una contraddizione balza fuori con forza: lo sanno tutti - nella logica degli impiegati statali a posto fisso - che se mancano i posti o si effettuano trasferimenti, per primi partono quelli con minore anzianità di servizio. 

La terza riflessione. Un cartellone dei parrocchiani in processione diceva "Sostenere don Ferruccio significa difendere la Chiesa". La Chiesa secondo noi si difende anche obbedendo alle sue regole che non sono state fissate dal vescovo Lucarelli ma, come sa anche don Ferruccio (che male ha fatto a non dirlo ai parrocchiani), ma dalla Conferenza episcopale. E una di queste regole dice che ogni parroco deve rimanere nella stessa parrocchia al massimo NOVE anni. Invece di ringraziare il vescovo per averlo fatto stare lì 18 anni, si arrabbiano pure. L'ingratitudine umana non ha limiti.

Massimo Riserbo

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E
La bella foto di don Ferruccio è stata scattata dal bravo Emiliano Grillotti. Complimenti all'autore.
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