Sabato divieto di posta
Caro blogger,
la sai l'ultima? Lo sai che le Poste non chiuderanno solo gli sportelli ma faranno di peggio? Te lo spiego io.
Dalla fine di maggio dell'anno prossimo la posta non sarà più consegnata il sabato. È una novità notevole accaduta solo una volta in passato e non per effetto di una scelta aziendale, come avviene ora, ma per cause di forza maggiore. Solo durante le sanguinose sommosse del biennio rosso, dal 1919 al 1921, la continuità del servizio postale fu messa seriamente a repentaglio. Ma quella fu una specie di rivoluzione mancata, da cui per reazione nacque il fascismo. Oggi la consegna di lettere e giornali viene tagliata a tavolino, per risparmiare, mentre vengono potenziate funzioni aziendali più ricche, dal Bancoposta alle assicurazioni a proposito: i portalettere saranno tutti promossi sportellisti?).
Con tanti saluti al servizio universale, cioè al dovere di un'azienda pubblica di garantire le proprie prestazioni a tutti i cittadini su tutto il territorio nazionale. Il tutto con il beneplacito dei sindacati.
Per lo svolgimento del servizio universale, le Poste ricevono oltretutto un sussidio pubblico, una bella somma che aumenta di anno in anno: 533 milioni nel 2007, 670 l'anno successivo, 739 nel 2009. In cambio di questi fondi, l'azienda delle lettere sottoscrive un "contratto di programma" con lo Stato, un accordo con cui si impegna a garantire prestazioni con determinati standard di qualità.
Per esempio la posta prioritaria dovrebbe essere consegnata rispettando la formula che i tecnici chiamano J+1, cioè il giorno successivo a quello dell'invio. Con la soppressione della consegna del sabato, come la mettiamo con queste clausole del contratto Stato-Poste? Rimborseranno noi utenti?
La sperimentazione parte il 20 settembre e dura fino all'8 ottobre interessando 7 centri medio-piccoli e un quartiere di Roma, Forte Bavetta. Dall'11 ottobre a marzo 2011, la sperimentazione interesserà anche Rieti e gli altri capoluoghi di provincia e i centri metropolitani; infine i centri più piccoli dal primo gennaio alla fine di maggio. Da quel momento entrerà in funzione a regime e su tutto il territorio nazionale il sabato postale senza posta.
Erminio Ottone