Ora rifletta anche il centrodestra reatino
Sarebbe il caso che anche a Rieti, in previsione delle comunali del prossimo anno, il centrodestra analizzasse le cause della sua sconfitta alle amministrative 2011 e ne traesse le conseguenza. A mio avviso ci sono molte analogie fra la situazione di Rieti e quella di Milano che dovrebbero preoccupare il centrodestra dal quale non mi vergogno di provenire.
Prima analogia: totale incapacità di comunicazione. Da tempo il sindaco e la giunta si affidano a giornalisti che nulla sembrano conoscere di tecnica della propaganda. Non solo, ma in tanti anni di centrodestra, tutti quei giornalisti ben pagati non sono stati ancora capaci di dare vita a un sito internet con due palle grosse così, un sito semplice, immediato, di facile consultazione e capace di illustrare e far comprendere con efficacia alla gente quel (poco) che viene realizzato in città. Il Comune, dove regna la personalità poco autorevole di Emili, ha preferito affidarsi a mosci (e a volte anche irridenti) comunicati che i quotidiani locali o non pubblicano o, se li pubblicano facendo copia-incolla (ad es. Il Tempo) tagliano le parti più significative. Un esempio di incapacità del centrodestra? Eccolo, anche se riguarda il Comune solo di striscio. Tutti i giornali hanno subissato di critiche Gianani per il ridimensionamento degli ospedali e i ventilati tagli occupazionali nella Sanità. Nessuno dei capacissimi giornalisti a disposizione del centrodestra ha usato la penna per smentire immediatamente o per scrivere che, ad ogni modo, almeno quei progetti non maturati in Regione avevano un secondo papà: A. F., targa politica PD.
Seconda analogia: il diffuso malcontento. Ascoltando la gente, cosa che mi pare non facciano molti assessori e consiglieri comunali, ne sento di cotte e di crude. Le critiche vengono fortissime anche da gente radicata a destra; un motivo ci sarà, e dev’essere individuato. Ma non da noi del blog. Noi possiamo solo dire che la gente si lamenta per le cacche dei cani e che Emili ci fa su lo spiritoso. Che la gente mormora per le strade del centro intasate, e che Fabbro se la ride. Che la gente semplice non capisce perché i commercianti vogliono le macchine per via Cintia ma non per via Roma (se il traffico “aiuta” davvero il commercio, che aspettiamo a riaprire via Roma così lo aiutiamo di più?). Che chi risiede in centro non sa che farsene di una ZTL da mezzanotte alle 6 di mattina (chi c… va in giro a quell’ora? Che per caso è un’ora di punta?), e che Aragona se la ride pure lui. Che la città è sporca, e che Cac…ele se la ride pure lui. Che un giovin assessore se la ride parcheggiando dove cavolo vuole, anche dove è vietato, e che i residenti per parcheggaiare devono pagare un balzello in cambia di niente. Insomma tutti ridono mentre il cittadino si incazza. E ci incazziamo pure noi del blog, visto che per aver dato voce a questo malcontento, non riusciamo più a inviare mail al Comune (Ip bloccato…). Così, nel subconscio degli elettori, si rinforza un sentimento che di sicuro esploderà poi nell’urna. In maniera dirompente. Quando non ci sarà più rimedio.
Terza analogia: l’impopolarità del sindaco e di un certo preventivato successore. Una amministrazione che poco si preoccupa di rendere la città più pulita, meno trafficata, meglio controllata (forse sindaco, assessori, consiglieri e comandante Aragona non hanno orecchie per ascoltare gli schiamazzi notturni e non hanno occhi per vedere come sono ridotte certe strade), finisce per essere giudicata inconcludente dalla maggior parte dei reatini. Se poi essa irride, sfotte chi si lamenta, allora finisce per essere anche antipatica e impopolare. Una brutta eredità per il candidato alla successione, un handicap che potrebbe essere superato solo se questo candidato disponesse di simpatia e idee vincenti. Leoncini – si parla di lui… - ne dispone? Sicuro? Mah… Secondo noi farà un flop anche se il centrodestra risorgesse, a meno che il centrosinistra non si inventa un suo candidato più debole, meno simpatico e con meno idee di Leoncini. Non solo, ma a quanto pare è finita anche l’era delle liste minori capace di ricondurre al centrodestra i voti di quanti soffrono di mal di pancia per il modo in cui vedono amministrata la città.
Allora come la mettiamo? Sveglia ragazzi, sennò il popolo vi sfancula tutti quanti.
Erminio Ottone