Niente niente Chicco Costini...
E così Chicco Costini si è dimesso da asssessore comunale. Oddio, secondo qualcuno avrebbe dovuto farlo prima, visto che era, ed è, anche consigliere provinciale. Non pochi, quando egli era presidente provinciale di An, lo hanno sentito tuonare contro chi aveva due incarichi politici o politico-elettorali. Ne sanno qualcosa quanti poco rientravano nelle sue simpatie.
A parte questo, le sue dimissioni sono arrivate. Tardi ma sono arrivate. E a questo punto poco possono interessare le cause quanto invece gli effetti. Nelle considerazioni che egli ha pubblicato sulla sua pagina facebook, infatti, ad una attenta lettura compaiono prospettive non proprio piacevoli. Né per Chicco né per il centrodestra.
Dice il buon Chicco che il problema principale nei rapporti con i consiglieri comunali è rappresentato dal fatto che egli considera "l'attività politica altro rispetto a loro, un'alterità che troppo facilmente sembra diventare alterigia, ma che in realtà è indifferenza rispetto a questioni che non mi interessano e non mi appassionano". Come dire, alla maniera del marchese del Grillo: "Io so' io e voi non siete un cazzo".
Ancor di più colpisce quel che segue: la sua è una alterità "che mi porta sempre più lontano dall'attuale centrodestra, da uno scenario politico sempre più simile al basso impero, in cui cortigiane e saltimbanchi hanno assunto ruoli da protagonisti, chiudendo nel palazzo il dipanarsi di giochi estranei allo scorrere della vita quotidiana". Sembra di ascoltare Franceschini, Di Pietro, Bersani, Rosy Bindi o, nella ipotesi più verosimile, un Italo Bocchino in salsa reatina.
E, avviandosi alla conclusione, dopo aver affermato che la terra reatina merita amministratori migliori ("Per questo se n'è andato?", m'ha chiesto poco fa al telefono Vanna Mazzati Piccoli), Costini si è detto pronto a bruciare il porto dietro di sé e "a ricominciare a navigare verso nuovi approdi".
Oddio, e quali saranno questi nuovi lidi? Non è che, niente niente, Chicco se ne va con Paggi in Futuro e Libertà!! Colui che si professava fascista fino al midollo insieme con l'antifascista. Colui che osannava il Dice con chi (Fini) dice che il Duce è il male assoluto. Insomma il duro e puro della destra, il capofila del Pdl contro il centrosinistra alle Provinciali, se ne va con quanti vogliono allearsi anche col Pd, anche con Vendola e Di Pietro pur di buttare a terra Berlusconi e i suoi "seguaci"!!
Mamma mia! Se questo è il nuovo che avanza, allora meglio dire: "Indietro tutta!".
Erminio Ottone