Negro e razzista
Caro Blogger,
tu lo sai come la penso e mai avrei voluto raccontare ai nostri lettori quello che ho raccontato a te ieri sera.
Come sai, sono andato all'Aquila. Di ritorno prendo il treno della Fcu per tornare a Rieti insieme a diverse altre persone fra le quali una che è nero come me - o color caffè o, come stranamente si dice oggi, di colore (mi verrebbe voglia di dire: diversamente colorato!).
Mi accomodo e poco dopo ecco che passa il controllore, una ragazza dal sorriso sincero r dai modi graziosi; chiede a tutti il biglietto... anche al mio conterraneo (africano come me, ma diu un'altra nazione per fortuna). Il mio collega (come colore) non ha il biglietto e la signorina che controlla gli dice: "Non le faccio pagare la multa, ma alla prossima fermata lei scende e compera il bioglietto e prende il prossimo treno". Non l'avesse mai detto.
Quel tizio, nero come me, ha cominciato a inveire contro la signorina: "Tu sei razzista, tu non devi controllarmi, tu mi hai controllato perché ce l'hai con noi stranieri, vergognati, razzista, io non scendo, fai scendere quelli come te".
Lo sguardo della signorina si è spento di colpo. Nei suoi occhi ho visto, abbiamo tutti visto, il dolore dell'offesa gratuita ricevuta, la tristezza dell'impossibilità di reagire. Io e un altro ci siamo offerti di aiutarla ma lei ha rifiutato. "Meglio lasciar perdere che provocare reazioni più violente". Forse ha sbagliato, forse avrebbe dovuto chiamare la polizia ferroviaria... chissà.
Inutile dire che quel tizio che ha lo stesso colore della mia pelle ha viaggiato gratis fino a Rieti dove, tanto per capirsi, frequenta certi ambienti politici molto progressisti. Inutile dire che il suo comportamento ha dimostrato chi fosse il vero razzista. Inutile dire che egli ha offeso tutti noi altri viaggiatori, compreso me, anzi me specialmente, visto che sono diventato da tempo anche io cittadino italiano, che mi onoro di essere cittadino italiano e cherispetto le rgole del paese che mi ha ospitato profugo e dove ora vivo e lavoro.
ps: grazie per aver messo in buon italiano i miei appunti.
Kebon El Anduja