Frontiera: un sondaggio serio e per questo snobbato
C'è chi afferma che i politici devono dirigere e non farsi dirigere dalgli elettori. Io invece la penso proprio al contrario: i politici che amministrano rappresentano i cittadini e quindi devono fare quello che i cittadini, in libertà e piena coscienza, desiderano, indicano e deliberano. E' per questo che mi sento di poter affermare che gli amministratori di Rieti si affaccendano in tutto tranne che nella cura e nella tutela degli interessi che i cittadini chiaramente esprimono.
Fra queste libere espressioni va contato il sondaggio che l'edizione on line di Frontiera ha realizzato (è ancora in corso) sul Centro storico e l'applicazione della Ztl.
E' un sondaggio che non permette imbrogli, tipo plurime votazioni. Automaticamente il sito registra l'IP di chi vota e non permette da quel computer una nuova espressione tesa ad adulterare la bontà del risultato.
Eppure, nonostante questa serietà, i risultati non vengono tenuti in nessun conto né dalla maggioranza (dove Fabbro regna sovrano affiancato da un Aragona wroom-wroom ben mazzolato dalla stessa Frontiera con un articolo del bravo Cinardi) né tantomeno dalla opposizione che ha cavalcato un po' la protesta dei sostenitori del centro chiuso alle auto, e un po' la protesta dei mercanti ai quali se tocchi la macchina è come se li uccidessi. Insomma, un'opposizione con un piede in due staffe. Furba, ma mignotta.
E che dice il sondaggio di Frontiera? Ecco i risultati presi pochi minutyi fa quando avevano votato 208 lettori.
Il centro storico deve essere APERTO SEMPRE alle auto: 92 voti 44,2 %
Il centro storico va bene COME E' ADESSO: 3 voti 1,5 %
Il centro storico dovrebbe essere SEMPRE CHIUSO alle auto: 91 voti 43,7 %
Il centro storico dovrebbe essere PIU' CHIUSO DI ADESSO: 22 voti 10,6 %
La stragrande maggioranza dei cittadini (oltre il 54% dei votanti), come si vede considera il centro cittadino poco tutelato contro il traffico automobilistico. Tre soli su ben 208 (un dato che dovrebbe far riflettere Fabbro, Aragona, Emili, Bigliocchi, e via via tutti gli altri) sono in sintonia con le decisioni del Comune. Il quale Comune dell'opinione pubblica (e dei giudizi su di esso che ne conseguono) se ne fotte, come si dice a Napoli. E per me questa è arroganza, che fa il paio con la scellerata approssimità con la quale l'esperimento del nuovo orario è stato miseramente interrotto.
A parere mio il Comune ha fatto e continua a far male a dare retta a Fabbro e a Aragona. Sta sbattendo il muso con un provvedimento che solo secondo gli amministratori attuali non avrà conseguenze nel segreto dell'urna.
Staremo a vedere.
Oscar Rafone