Dove stanno le borse di studio? Boh...
Caro blogger, cari amici, lo sanno tutti, anche le pietre, che Costini non lo sopporto. Però se lui dice che 2 più 2 fa 4, mica posso dire che fa 5. Gli devo dare per forza ragione. E stavolta mi tocca, mio malgrado, dargliela su una vicenda che spero non finisca troppo presto nel dimenticatoio.
Costini e il suo collega in Provincia Salini hanno presentato una interrogazione che dovrebbe, almeno credo, far tremare e riflettere un pochettino. Anche perché ci sono tanti studenti che protestano contro il governo per i tagli alle borse di studio (compreso mio nipote), quando poi a non dare 'ste benedette borse... pare che sia qualcun altro.,
«Il 25 giugno 2008 – hanno scritto Costini e Salini - la Provincia di Rieti ha deliberato la locazione dell’immobile di Palazzo Dosi per spostarvi alcuni uffici dell'ente.
Quest’operazione comporta, come da contratto, una spesa annua di 352.380 euro (700 milioni di vecchie lire tonde tonde, aggiungo io). Alla gestione dello stesso stabile, in base ai dati in nostro possesso, si devono aggiungere, però, altri 42mila euro ogni sei mesi per il pagamento delle utenze, con un importo totale di circa ulteriori centomila euro a fine anno, al quale vanno aggiunte anche le spese di manutenzione ordinaria e straordinaria. È chiaro, quindi, che si è verificato un aggravio sul bilancio per le spese di locazione e gestione di Palazzo Dosi dal 1 settembre 2009 ad oggi».
«Nella conferenza stampa di presentazione dell’operazione – ricordano Salini e Costini - la Fondazione Varrone, proprietaria in parte di Palazzo Dosi e locataria dello stesso, prese impegno attraverso il proprio presidente, "a riversare questi soldi sul territorio, impiegando i fondi per favorire l’accesso allo studio universitario nei confronti di figli di cassaintegrati a zero ore o di lavoratori in mobilità". Vorremmo sapere, però, se e quali interventi della Fondazione Varrone siano stati intrapresi dopo un primo e parziale progetto».
Vorrei saperlo pure io e, credo, anche qualche nostro lettore.
Emma Cheroni Scotti