Centrodestra: si accende l'albero di Natale
Manco a dirlo! Come poteva non essere? Eccola là, Lidia Nobili, la consigliera regionale per grazia ricevuta (leggi listino del presidente), la consigliera regionale che balla da sola, la consigliera provinciale, la consigliera comunale, la consigliera di qua e di là, ecco Lidia, dicevo, che lancia la sua candidatura a sindaco della città di Rieti in sostituzione dell'ineleggibile e non ripresentabile (per legge ma anche per buon senso, oserei dire anche per decenza) Giuseppe Emili.
Bene, anzi male. Oddio, non è che la Nobili sia peggio di Emili. Anzi. Siamo alla pari. Però dai, anche stavolta nella fascinosa Lidia ha prevalso la voglia di esserci. Forse la consigliera si sentiva dimenticata, nessuno parlava più di lei, la gente aveva argomenti migliori dei suoi sbrilloccichi sui quali intrattenersi. Così, per non essere dimenticata, per ricordare a tutti che anche lei esiste, la buona Lidia ha buttato là la sua candidatura.
"I' mi sobbarco!", ha esclamato con piglio dantesco. E mo' sono cavolini amari per il centrodestra. Se qualche altro personaggio non esce allo scoperto c'è il rischio che ci ritroviamo Lidia contrapposta a Simeoni il quale, nel centrosinistra, batterà sicuramente la Massimi al termine delle primarie.
Ma ce la vedete voi Lidia nello scranno più alto di Palazzo di Città? Io me la immagino: splendente, anzi rilucente, ma che dico: abbagliante coi suoi sbrilloccichi, illuminare al suo passaggio le antiche sale che già videro Vecchiarelli, Raccuini, Sacchetti Sassetti, Marcucci, Cicchetti.
E con lei sarà sempre Natale a Rieti.
Risparmiateci, signori del centrodestra, il pericolo di una festa perenne, anche se così importante come il Natale. Sforzate le meningi e fate uscire il nome di un altro candidato (o un'altra candidata) che non siano ovviamente i vari Perelli o Sanesi, capace di competere alla pari con Simeoni che già se la ride dall'alto del 55% di probabilità di vittoria attribuitogli da un sondaggio contro il 34% che invece vede ancora centrodestra. Non è che alla fine ci sarà bisogno di quel birbone di Chicco Costini per risollevare le sorti del centrodestra?
Erminio Ottone