Caro Aragona, dice il saggio: chi si offende...
Cari lettori,
ho scritto così al Comandante Aragona nella rubrica che egli tiene sul giornale on line Rietinvetrina:“Gli autori del nostro blog http://velinomormora.over-blog.it/ la criticano molto spesso. Da parte sua, però, non ci è mai venuta una risposta e la critica da garbatissima si è fatta un po' più severa. Per esempio un anno fa le chiedemmo di rimettere i sostegni per i motorini sotto al Liceo; c'erano fino a quando non fecero i restauri, poi sparirono. Visto che potrebbero averli rubati, un minimo di indagine ci sarebbe stata bene... Invece... Il suo silenzio meraviglia. O non ci legge o ci snobba...”.
Questa la risposta di Aragona:
“Gentilissimo Signor Umberto, La ringrazio per avermi informato di tante critiche informatiche atteso che sconoscevo completamente (e non me ne vogliano gli autori) dell'esistenza del blog cui Lei fa riferimento (o quantomeno non ne avevo memoria). Dopo la Sua segnalazione ovviamente sono andato a vedere di cosa si tratta ed essendomi reso conto che i contenuti sono permeati da acredine fine a se stessa piuttosto che da evidenti pregiudizi che trapelano da affermazioni a senso unico ho anche immediatamente deciso di non visitarlo più. Resto comunque a Sua completa disposizione per tentare di dimostrarLe come stanno realmente le cose ed in che cosa consiste l'operato del Comando della Polizia Municipale di Rieti. Per quanto attiene alla Sua segnalazione Le assicuro di aver più volte evidenziato l'assenza del porta bici vicino all'ingresso del Liceo dopo i lavori cui Lei fa riferimento. Tornerò con maggior vigore a farmi portavoce di questa esigenza, chiarendo nel contempo che non è corretto rappresentare nella mia persona il sacco delle botte di tutte le cose che non vanno in città, in primis quando la competenza va ricercata altrove”.
Non nego lo stupore per la risposta del comandante. Egli parla di acredine fine a se stessa e di ignortanza (nostra) perché non sapremmo cosa vuol dire fare il Capo. A noi poco importa che ce lo voglia spiegare per di più in privato. Noi vorremmo che in pubblico egli spiegasse dove sono finiti i vigili urbani, per esempio, e a che serve, permanentemente allocata nella pagodina davanti al Marconi, la vigilessa che si disinteressa di tutto quello che le avviene attorno. Aragona, con molta classe, declina la responsabilità su altri capi, quelli politici. Egli dimentica di essere uno dei vertici della dirigenza comunale, di avere un potere e una autonomia che non possono mai essere bloccati o limitati dal potere politico. Se qualcuno tentasse di farlo, due sono le cose: o la denuncia pubblica o l’accettazione di fare il pupo senza poi ribaltare le responsabilità. Scelga Aragona. A noi il piacere di segnalare quello che non ci piace, quello che le istituzioni non fanno, quello che secondo noi dovrebbe essere modificato. E non ce la siamo presa con il solo Aragona ma anche con il pernicioso Fabbro e con il silente Emili.
Le prime volte abbiamo usato il garbo. Aragona non ci ha letto? Fatti suoi. Noi abbiamo sempre inviato agli assessorati e all’ufficio stampa del Comune le nostre osservazioni, e in Comune ci hanno letto (e in qualche caso anche risposto via mail). Se poi in Comune snobbano Aragona e certe cose non gliele dicono, che colpa abbiamo noi? Se la veda lui con gli addetti stampa.
Infine: speravo che, nell’interesse della città, Aragona volesse interloquire con noi, confrontarsi – anche con durezza, ma per costruire – invece ha scelto coraggiosamente di fuggire. A lui perciò non possiamo dire “Onore all’avversario”. Fugga pure, comandante, poco ci importa. Noi continueremo ad incalzarla e stavolta con maggior forza. Se poi non vuol leggerci e sentirci… pazienza. Non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire. Anzi: non le dice nulla la storia delle tre scimmiette?
Unberto Race