Abolizione della Provincia: quante chiacchiere!

Pubblicato il da velinomormora.over-blog.it

alessandro mezzetti

Quante chiacchiere sulla soppressione della Provincia di Rieti! A chi fa piacere perdere un ente che non solo ha delle competenze specifiche difficilmente sostituibili (figuratevi poi da Roma!), ma che dà lavoro  a molti e, soprattutto, ha una funzione specifica: quella della rappresentanza? A nessuno.

Il fatto è, però, che se ci sono politici che tentano di ragionare (ne cito due: Polverini e Melilli, di campo opposto), ce ne sono altri che dicono scempiaggini e cercano di mettersi alla guida di una protesta sperando forse di trarne vantaggi elettorali.

Non fa eccezione l'assessore al Turismo della Provincia Alessandro Mezzetti. Cito lui perché se n'è uscito dicendo che la destra e Berlusca cancellano Rieti e la sua storia. Forse Mezzetti dovrebbe andare a scuola di storia prima di parlare. La provincia di Rieti, infatti, non ha una storia omogenea: è nata nel 1927 mettendo insieme una parte dell'Abruzzo  (regno di Napoli fino all'Unità) con il Reatino vero e proprio e la Sabina che a loro volta (Stato della Chiesa fino all'Unità) avevano storie diverse e a volte divergenti. Ma tant'è.

Ad ogni modo Mezzetti è anche un po' strano. Se la destra abolisce la provincia è malefica, ma se la istituisce... Già, perché Mezzetti non ha mai speso una parola buona a favore di quel tizio di nome, mi pare Benito, e di cognome Mussolini, che questa provincia ha istituito 84 anni fa. Come mai? Chi istituisce non è degno di lode?

Invece di farsi propaganda personale, Mezzetti avrebbe fatto bene a lodare e a sorreggere un'altra persona che ha dimostrato un po' di buon senso: Donato Rubilotta, presidente dell'associazione regionale delle autonomie del Lazio.

Rubilotta ha proposto di abolire le Comunità montane al posto delle Province e dei Comuni. Si risparmierebbero di gran lunga più soldi anche perché una vecchia legge obbliga i comuni a consorziarsi per i servizi (ma le Regioni, chiamate ad applicarla, latitano ancora). Ed in più sarebbe fatta salva la rappresentanza politica che è alla base della democrazia e del vivere civile. Non vanno confusi infatti, avverte Rubilotta, gli sprechi della politica con le spese per la rappresentanza politica. 

Ma sembra che da quest'orecchio i politici di casa nostra (ma pure quelli di casa loro!!) non ci sentano proprio.

Chissà come mai.

Un'ultima cosa. Ma visto che ormai è ineluttabile - se ne sta discutendo - che Roma diventi "distretto capitale autonomo" con destino diverso persino dalla sua provincia che potrebbe essere destinata a scomparire e a essere spartita fra le altre, perché non pensare immediatamente a unire alla nostra provincia anche Monterotondo, Mentana, parte della Sabina Tiberina così da raggiungere i 300.000 abitanti? Anche da quelle parti mi risulta ci sia gente a favore, stufa di una Roma sempre accentratrice e matrigna.

Umberto Race

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